
Da qualche tempo vedo in edicola due volumi di questa magnifica collana, per la precisione il quarto di questa serie e il primo di "Polvere alla polvere" di cui scriverò in un prossimo articolo, e per questo motivo ho deciso di parlarvene. I quattro volumi che oggi vi presento sono la trasposizione a fumetti del famoso racconto di Philip K. Dick, "Do Androids Dream of Electric Sheep", da cui Ridley Scott ha tratto l'ispirazione per il film cult "Blade Runner"! Devo dire che non ho letto il libro di Dick, sono più propenso a divorare i fumetti, mi piace vedere oltre che immaginare questi Altri Universi. Ovviamente c'è chi preferisce il contrario ma chi sono io per giudicare, i gusti sono gusti.
Prima di presentarvi i volumi che compongono la collana vorrei però aggiungere una considerazione personale. Forse ve ne sarete già resi conto ma su questo blog non è mia intenzione analizzare le varie opere parlando di cosa mi è piaciuto o meno, sarebbero inevitabilmente pareri soggettivi. Credo che tutto questo si possa sviluppare in eventuali commenti dei lettori, purtroppo ancora assenti fino a questo momento ma il blog è giovane e poco conosciuto, chissà che un giorno...
In questo caso però ci tengo a sottolineare che ho trovato il primo volume piuttosto pesante, forse noioso almeno nella prima parte. Probabilmente ciò è dovuto alle molte, troppe, didascalie che accompagnano immagini bellissime ma quasi totalmente prive di azione, credo che i fumetti Marvel mi abbiano influenzato un po' troppo in questo senso. E' innegabile che le didascalie siano state utilizzate per introdurre il lettore nel mondo futuristico e decadente di Deckard, ma ho avuto la netta impressione di leggere un racconto invece di un fumetto, insomma a mio parere si è forse esagerato un po'. Ad ogni modo poi, nella seconda parte del volume e nei successivi, tutto torna piuttosto "normale", intendo per un fumetto, e la storia prende a dipanarsi in modo meraviglioso regalando momenti intensi e una rivelazione, nel terzo volume, che decisamente non mi aspettavo.